Paolo Sossai al Salone del Libro di Torino: la medicina che racconta le ferite invisibili

Sono profondamente grato per l’accoglienza ricevuta al Salone Internazionale del Libro di Torino, un’esperienza intensa che mi ha confermato quanto oggi ci sia bisogno di una medicina capace non solo di curare, ma anche di ascoltare, raccontare e comprendere.

Durante l’evento ho avuto il piacere di presentare le mie opere dedicate alla medicina narrativa, con particolare attenzione a “Ferite sottopelle”, un romanzo che nasce dall’esigenza di esplorare quelle fragilità invisibili che spesso accompagnano ogni essere umano. Attraverso la figura dell’anatomopatologo ho cercato di raccontare il confine sottile tra vita, dolore, memoria e identità.

Da medico, docente universitario ed ex primario, ho sempre creduto che la divulgazione scientifica debba essere chiara, accessibile e profondamente umana. Per questo motivo nei miei libri provo a trasformare anni di esperienza clinica in riflessione culturale, parlando di sanità, relazioni umane e delle emozioni che attraversano quotidianamente pazienti e professionisti.

Il grande interesse riscontrato al Lingotto mi incoraggia a continuare questo percorso, perché credo che la letteratura possa aiutare a comprendere meglio anche il mondo della medicina e delle sue “ferite invisibili”.

Qui l’articolo ufficiale pubblicato da Il Resto del Carlino:

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